Malattia coronarica

La malattia coronarica o cardiopatia coronarica fa parte delle malattie più frequenti della medicina cardiovascolare. Il termine indica la stenosi (restringimento) o addirittura l’occlusione delle arterie coronarie, che è in grado di ridurre o interrompere completamente l’apporto di sangue al cuore. Le conseguenze possono essere l’angina pectoris, l’infarto cardiaco o addirittura l’arresto cardiocircolatorio.

Che cos’è una malattia coronarica?

Depositi arteriosclerotici nelle coronarie causano un’insufficiente irrorazione sanguigna del miocardio.
Depositi arteriosclerotici nelle coronarie causano un’insufficiente irrorazione sanguigna del miocardio.

Il cuore è una potente pompa muscolare che si contrae all’incirca 100'000 volte al giorno, immettendo nell'organismo 10'000 litri di sangue. Affinché il cuore possa sostenere questo enorme lavoro muscolare, deve ricevere ossigeno in continuazione, vale a dire essere sempre irrorato da sangue fresco. L’apporto di sangue viene garantito dalle arterie coronarie.

Se i vasi coronarici sono estremamente ristretti o addirittura occlusi, si parla di cardiopatia coronarica (CC). La stenosi (restringimento) è per lo più riconducibile ad arteriosclerosi, un processo patologico dei vasi sanguigni che si sviluppa negli anni. Il cuore non riceve più sangue a sufficienza, per cui vengono a mancare ossigeno e sostanze nutritive al suo muscolo. I disturbi si manifestano con diversa gravità in funzione dell’entità della stenosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di angina pectoris stabile, che si manifesta con dolori, bruciore o senso di costrizione retrosternale in caso di sforzo. Se rimane occlusa per lungo tempo un’arteria coronaria, si sviluppa un infarto cardiaco o, più raramente, addirittura un arresto cardiocircolatorio. Fra le possibili conseguenze della malattia coronarica cono comprese anche le aritmie cardiache e l'insufficienza cardiaca.

Chi viene colpito dalla malattia coronarica?

La malattia coronarica fa parte delle malattie cardiovascolari più frequenti. Il rischio di ammalarsi nel corso degli anni è in Svizzera pari al 23 percento per gli uomini e al 18 percento per le donne, ed è anche la prima causa di morte.

La malattia coronarica è per lo più una conseguenza dell’invecchiamento e, spesso, di una predisposizione familiare. Anche il nostro stile di vita contribuisce però ad accelerarne lo sviluppo e a scatenarla: il fumo, l’alimentazione sbilanciata, la carenza di attività fisica, il sovrappeso, il diabete, l’ipertensione arteriosa e lo stress ne aumentano di molto il rischio.

Come diagnostica il medico la malattia coronarica?

Se il medico sospetta che i disturbi siano attribuibili a una cardiopatia coronarica, si rendono necessari ulteriori accertamenti. L’obiettivo degli esami è quello di stabilire se siano presenti disturbi della circolazione sanguigna, quanto siano estesi e quale sia la porzione di muscolo cardiaco interessata. Si distinguono i due diversi approcci diagnostici seguenti.

Come viene trattata la malattia coronarica?

Oltre al trattamento medico, la cardiopatia coronarica cronica, ossia l’angina pectoris stabile, richiede anche la collaborazione del paziente.

  • Cambiamenti nello stile di vita: è il paziente stesso a porre le basi per un decorso ottimale della malattia. I migliori e più efficaci medicamenti e interventi chirurgici non conseguiranno alcun buon risultato a lungo termine, se non si eliminano o non si trattano i fattori di rischio. I comportamenti che contribuiscono a una vita sana comprendono: smettere di fumare, alimentarsi in modo equilibrato, evitare il sovrappeso, praticare sufficiente attività fisica ed eliminare lo stress cronico.
  • Trattamento farmacologico: i medicamenti aiutano ad attenuare i disturbi della cardiopatia coronarica, migliorare la gittata cardiaca e prevenire l’infarto cardiaco. I fattori di rischio costituiti da ipertensione arteriosa, iperlipidemia e livelli di glicemia elevati vanno tenuti sotto controllo ed eventualmente trattati farmacologicamente.
  • Interventi chirurgici: l’eventuale necessità di un intervento chirurgico dipende soprattutto dal grado di gravità del deficit circolatorio. L’intervento maggiormente praticato in cardiochirurgia è l'angioplastica coronarica (dilatazione con palloncino). Con questa tecnica si dilata l’arteria coronaria stenotica mediante un palloncino posto all’estremità di un catetere cardiaco, dopodiché in genere si inserisce uno stent. Un’ulteriore intervento è l’operazione di by-pass.

Quando siamo in presenza di un’emergenza?

In caso di occlusione parziale o totale di un’arteria coronaria si verifica un grave deficit circolatorio del muscolo cardiaco. Si parla quindi di sindrome coronarica acuta. Si tratta di un'angina pectoris instabile (attacchi di dolore frequenti, prolungati e intensi), quando il vaso sanguigno non è completamente chiuso, oppure di infarto cardiaco, se l’arteria è completamente occlusa, causando la morte delle cellule muscolari cardiache.

I sintomi sono dolore o sensazione di forte pressione al torace, senso di costrizione o bruciore retrosternale. Occasionalmente il dolore si irradia a collo, braccia, spalle o addome. Ulteriori sintomi sono le difficoltà respiratorie, la nausea, le vertigini, la sudorazione e la paura di morire. I dolori non migliorano né a riposo, né dopo diverse dosi di nitroderivati e, inoltre, si protraggono per più di 15 minuti.

In caso di emergenza occorre reagire subito, allertando il numero di emergenza 144.

Dove posso avere ulteriori informazioni?

Il medico di famiglia è il migliore interlocutore in caso di disturbi a livello toracico. Per questioni specifiche può trovare aiuto anche contattando il nostro telefono del cuore o il nostro servizio di consulenza internet.

Gli esercizi di fitness e l’allenamento al movimento praticati con regolarità mantengono in forma. Si avvalga dell’offerta dei gruppi del cuore della sua zona.


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